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BIRRA ARTIGIANALE, IL GOVERNO APPROVA LA LEGGE

BIRRA ARTIGIANALE, IL GOVERNO APPROVA LA LEGGE

In principio c’è stato Jurij Ferri e il suo abruzzese Almond ’22, ovvero uno dei più bravi birrai italiani e un’azienda che, tra le mille difficoltà della letale burocrazia italiana, riesce a stare in piedi. Ferri nel 2011 si è visto appioppare una multa perché, sulle sue etichette, compariva la dicitura “birra artigianale”. Il caso allora fece scalpore e sollevò un’ondata d’indignazione tra gli appassionati. Ma come, ci si chiedeva, l’azienda è artigianale ma la birra non lo è? Ebbene, la vetusta legislazione italiana, risalente al 1962, definisce legalmente la birra in base al suo grado plato (da non confondere con quello alcolico) ovvero analcolica, leggera o light, birra e basta, se il grado plato è superiore a 10,5, birra speciale e infine birra doppio malto. Si tratta di una ripartizione volta a calcolare il peso delle accise, che si pagano sul grado plato, non certo a definire la qualità degli ingredienti o la metodologia di produzione della birra stessa. Insomma, sembrerebbe strano in un Paese che legifera come se non ci fosse un domani, avere una lacuna che riguarda un segmento produttivo in crescita, sia in termini economici sia di posti di lavoro. La soluzione sarebbe semplice: definire prima e introdurre poi la categoria legalmente. Ma in Italia siamo bravissimi a complicarci le cose in bizantinismi assurdi o nell’andare semplicemente a farfalle. L’augurio è che il Parlamento dia seguito alle pressioni che sia Assobirra sia Unionbirrai stanno facendo da tempo. Se non altro per quelle centinaia di piccoli produttori che ci stanno mettendo l’anima… nel voler continuare a fare gli imprenditori in questo Paese.

Dopo la Camera dei Deputati, anche il Senato approva la legge sulla birra artigianale. Con il Ddl S 1328-B, si fa chiarezza sulla definizione di questa particolare bevanda e vengono introdotti alcuni cambiamenti importanti. Innanzitutto, quelli relativi al processo produttivo che non ammetterà passaggi di natura industriale, come la pastorizzazione e la microfiltrazione. Inoltre, da ora in poi ci sarà l’indicazione in etichetta che evidenzierà la natura artigianale del prodotto, mentre il grado di artigianalità non sarà più subordinato a un’unica provenienza italiana del luppolo. Con questa legge, ha dichiarato la senatrice Chiara Gagnarli promotrice del Ddl, si pongono le prime basi dirette a favorire la semplificazione degli adempimenti e la riduzione delle accise a carico dei micro birrifici.

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